I tumori nei grandi anziani (80 e più anni)

Stiamo assistendo ad un progressivo invecchiamento della popolazione sia per un aumento della speranza di vita (che in Toscana è di 79.1 anni per gli uomini e 84.1 per le donne) sia per un basso tasso di natalità, che in Toscana (8.8 nati ogni 1000 abitanti, 2007) è inferiore a quello italiano (9.5), che è tra i più bassi in Europa. L’allungarsi della durata della vita fa si che si vada sempre più graduando la popolazione anziana, rendendo possibile distinguere dai ‘giovani anziani’ (vicini alla soglia dei 65 anni) fino ai ‘grandi anziani’, qui considerati come gli ultra 80enni. La popolazione degli ultra 80enni in Toscana è il 7% del totale, ed è più rappresentata tra le donne (8.9% del totale) che tra uomini (5.0%) (http://demo.istat.it).

Sulla base dei dati del Registro Tumori della Regione Toscana relativi ai casi incidenti nei residenti nelle province di Firenze e Prato negli anni 2003-2005, possiamo stimare che in questa età i tumori hanno una frequenza estremamente elevata che si può quantificare in circa 2 casi ogni 100 donne e in 3-4 casi ogni 100 uomini ogni anno. I tumori più frequenti tra gli ultra 80enni, come indicato nella figura seguente, sono gli epiteliomi della cute (20,3% e 19,4% del totale fra uomini e donne), seguiti dai tumori del colon retto (17.4% e 19.2%), della prostata (15,2%), del colon retto (13,9% e 16,0%), del polmone (12,1% e 4,4%), dello stomaco (7,5% e 8,4%), della mammella femminile (14,2%), dai tumori di sedi mal definite e metastasi (6.7% e 9.0%),, della vescica (7,8% e 3,1%), del pancreas (1,7% e 4,4%) e dai linfomi (3,6% e 4,1%). Una donna a 80 anni ha ancora, in media, un’aspettativa di vita di circa 10 anni e un uomo di 8 anni. Quindi una diagnosi tumorale in età anziana dovrebbe essere seguita da un trattamento con obiettivo curativo. Questo naturalmente tenendo conto della presenza di comorbidità – che sono crescenti all’aumentare dell’età – e che possono controindicare i consueti protocolli chirurgici e adiuvanti. Un approccio terapeutico sempre meno condizionato dall’età anagrafica è presumibile abbia contribuito al miglioramento della sopravvivenza a 5 anni anche dei pazienti ultra 80enni. La sopravvivenza media era del 30.1% per i casi diagnosticati nel 1985-1989 ed è del 47.0% (46.7% uomini e 47.0% donne) per i casi diagnosticati nel 2000-2002. Il problema della cura dei grandi anziani sarà ancora maggiore in futuro, considerato che le previsioni dell’Istat indicano il loro peso percentuale nella popolazione residente in Toscana in crescita all’8.5% nel 2020 e al 9.7% nel 2030.


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